Si aggiudica il Palio di Luglio la contrada dell'Istrice, con Gia del Menhir portato al trionfo della piazza dal veterano Trecciolino.
Palio infuocato, difficile allineamento fra i canapi per ben 4 contrade nemiche, e nicchio e Montone proprio di fianco che non han smesso un attimo di annusarsi. Rivalità del palio che è una sorta di inimicizia, ma ben distante dalla becera violenza del tifo calcistico. Non è soltanto una corsa, ma un sistema di vita , della propria contrada, che gareggia. Un sistema i cui principi son l'entusiasmo e la generosità portati con l'orgoglio dei propri colori. Orgoglio appunto come simbolo di appartenenza, la bandiera , e orgoglio che nasce dalla tradizione, dalla famiglia, dai ricordi del passato e dalla trasmissione delle emozioni, in una società dove non vi son differenze alcune, non conta l'età , il ceto o il credo politico, solo e soltanto il bene della contrada, senza nessun guadagno se non il piacere immenso.