
(Ferrara, 29 settembre 1912 – Roma, 30 luglio 2007)

Il mio film preferito in assoluto nella storia del cinema :

Jules et Jim
Regia : François Truffaut
Paese : Francia
Anno : 1962
Genere : Drammatico
Scenneggiatura : Francois Truffaut, Jean Gruault
Attori :
Catherine - Jeanne Moreau
Jules - Oskar Werner
Jim - Henri Serre
Gilberte - Vanna Urbino
Albert - Boris Bassiak
Cinema con la C maiuscola, amore, amicizia pura, vita, anarchia, sentimenti puri , ma anche morte e disperazione nel non poter unire ciò che il cuore comanda a ciò che la mente e il corpo chiede di vivere.
Un film che non smetterei mai di rivedere, perchè ogni volta è sempre più presente e sempre più fortemente rappresentato l'amore puro e l'amicizia senza condizionamenti e senza domande.
Dialoghi che appaiono poesie e voce fuori campo che son interi libri di sociologia..di vita, d'amore.
Due uomini e una donna.
L'intrecciarsi di passioni, di amori, di abbandoni e poi quel finale che non vorresti quasi mai... ma che con Catherine non puoi che aspettarti.
La fotografia rende dei quadri immortali.
Scene immortali impresse nelle mente di ognuno di noi, non servono i colori, è tutto un sussegurisi di sfumature di grigio ... ma i colori son dipente dalle anime e dalla passione dei protagonisti, in quella che considero la storia d'amore, d'amicizia e di ribellione più intensa, struggente e passionale che abbia mai visto.
M'hai detto: ti amo.
Ti dissi: aspetta.
Stavo per dirti: eccomi.
Tu m'hai detto: vattene.
La vita era come una strana vacanza. Mai Jules e Jim avevano giocato una partita a domino così importante. Il tempo passava. La felicità si racconta male perché non ha parole, ma si consuma e nessuno se ne accorge.

Jim: Tra dieci minuti sarà giorno.
Gilberte: Jim... Per una volta potresti restare a dormire qui vicino a me.
Jim: No, Gilberte: se resto, avrei l'impressione di abbandonarti non restando anche domani. Se resto anche domani si finirebbe per essere legati l'uno all'altro. Non sarebbe contrario ai patti ? E poi la notte è finita .. è l'alba.
Jules : Dice che il mondo è ricco, che lo si può imbrogliare qualche volta un po', e chiede in anticipo perdono a dio, sicura di ottenerlo.
Jules : Quello che è brutto della guerra è che priva l'uomo della sua lotta individuale
Jim: E' vero, però io credo che ognuno possa lottare lo stesso, a parte la guerra. Mi ricordo un artigliere, che ho conosciuto all'ospedale. Tornando da una lincenza conobbe una ragazza in treno, parlarono fra Nizza e Marsiglia. Sul marciapiede della stazione lei gli diede l'indirizzo e per ben due anni, ogni giorno, lui le scrisse con frenesia dalla trincea su carta da pacchi al lume delle candele mentre piovevano le granate, lettere sempre più intime. La prima cominciava con Cara signoria e finiva con i miei omaggi rispettosi. Nella terza la chiamava fatina mia e le domandò una fotografia. Poi diventò mia adorata. Poi le bacio le mani. Poi le bacio la fronte. Più tardi le descrive la fotografia che lei gli ha mandato, le parla del seno che ha intravisto sotto l'accappatoio e poi passa a darle del tu. Ti amo tremendamente. Un giorno scrive alla madre della ragazza per chiederle la mano e così si fidanza ufficialmente senza averla mai rivista. La guerra continua e le lettere diventano sempre più iintime: ti sogno sempre amore mio, carezzo i tuoi seni adorabili e ti stringo tutta nuda a me. Lei risponde un po' fredda, lui si arrabbia e la prega di non far la civetta perchè lui può morire da un momento all'altro ed era vero. Vedi Jules per poter capire questa specie di amori epistolari bisogna aver conosciuto la violenza della guerra di trincea, quella follia collettiva, la presenza della morte ad ogni minuto. Ecco un uomo che pur partecipando alla grande guerra ha saputo combattere ugualmente la sua piccola guerra privata. E conquistare completamente una donna da lontano solo con la persuasione. Quando arrivò all'ospedale era come lei, ferito alla testa, ma non ebbe fortuna. E' morto dopo la trapanazione, alla vigilia dell'armistizio. Nella sua ultima lettera a quella ragazza scriveva I tuoi seni sono le uniche spolette che amo...
Catherine: dobbiamo ripartire da zero
ripartire da zero era per Catherine l'idea dell'esistenza.
Catherine : voglio dormire sola questa notte, vai in camera tua
Jim : ma perchè?
Catherine : Non c'è un perchè
Jim : spiegami
Catherine : Non ho niente da spiegare
Jim : resterò accanto a te così buono buono
Catherine: non è vero e poi non so che farmene della tua bontà, sono disgustata, quando viene la sera penso a quel figlio che non avremo mai ho come l'imprerssione di dare un esame, non posso più sopportarlo
Jim : ma ci amiamo Catherine, solo questo conta
Catherine : no! Perchè conto anch'io e io ti amo meno . allora proviamo onestamente a rinunciare l'uno a l'altra. Se ci separiamo e poi mi accorgo che ti amo m'arrangerò. avanti torna da gilberte visto che ti scrive ogni giorno
Jim : sei ingiusta Catherine
Catherine : è vero, ma non ho cuore. ed è per questo che non ti amo e non amerò mai nessuno. e poi ho 32 anni e tu 29. a quarantanni vorrai una donna, io ne avrò 43, ne prenderai una di 25 e io resterò sola come un'idiota
Jim : forse hai ragione, partirò domani. Separiamoci per 3 mesi
Catherine : Soffri! e invece io non soffro più. Non bisogna soffrire tutti e due insieme. quando smetterai tu comincerò io
Jim : Senti Gilberte, devi capire che se Catherine ha voglia di fare una cosa, nei limiti in cui crede di non nuocere ad altri, ma può annche sbagliare, la fa. Perchè le piace e perchè le serve d'esperienza. Pensa così di arrivare alla saggezza.
Gilberte : Piuttosto comodo
Jim : non essere meschina Gilberte.
Gilberte : Non sono meschina, sono gelosa. Lo sapevo già da tanto che doveva finire così. JIm, non partire domani. Ti avrà tutta la vita. Resta ancora qualche giorno.
L'amicizia di Jules e Jim non aveva trovato l'equivalente in amore, si divertivano con niente, non si trovavano daccordo quasi con tenerezza. Sin da principio erano stati soprannominati Don Chisciotte e Sancho Panza..
STANLEY KUBRICK

New York, 26 luglio 1928 – Harpenden, 7 marzo 1999)
FILMOGRAFIA
Day of the Fight (1951) - documentario
Flying Padre (1951) - documentario
Paura e desiderio (Fear and Desire) (1953)
The Seafarers (1953) - documentario
Il bacio dell'assassino (Killer's Kiss) (1955)
Rapina a mano armata (The Killing) (1956)
Orizzonti di gloria (Paths of Glory) (1957)
Spartacus (1960)
Lolita (1962)
Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba (Dr. Strangelove or: How I Learned to Stop Worrying and Love the Bomb) (1964)
2001: Odissea nello spazio (2001: A Space Odyssey) ( 1968 )
Arancia meccanica (A Clockwork Orange) (1971)
Barry Lyndon (1975)
Shining (The Shining) (1980)
Full Metal Jacket (1987)
Eyes Wide Shut (1999)
Postumo
A.I. - Intelligenza Artificiale (A.I. Artificial Intelligence) (2001), progetto di Kubrick, sviluppato dopo la sua morte dal regista Steven Spielberg.
Più che un regista, più che uno sceneggiatore, più che un fotografo, Stanley è stato e continua ad essere un GENIO.
Non ci sono parole per poterla ringraziare.
Ha anticipato epoche, costumi vizi e deviazioni della società.
Ha immortalato in sequenze vive ed immortali, il mondo , quello che sarebbe divenuto il mondo.
Ha reso icone le immagin, ha superato ogni limite, ha fatto IL CINEMA .
Grazie, infinitamente GRAZIE.
ALL WORK AND NO PLAY MAKES JACK A DULL BOY
Madre - Come sta la Silvia ?
Michele - Silvia , no la Silvia! Mamma fortunatamente siamo a Roma non a Milano .. la Silvia , il Giorgio, il Pannella, il Giovanni.
Cacare non cagare.
Fica non figa.
Michele - No veramente non...non mi va. Ho anche un mezzo appuntamento al bar con gli altri. Senti, ma che tipo di festa è? Non è che alle dieci state tutti a ballare i girotondi ed io sto buttato in un angolo...no. Ah no, se si balla non vengo. No, allora non vengo. Che dici vengo?.. Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Vengo. Vengo e mi metto, così, vicino a una finestra, di profilo, in controluce. Voi mi fate "Michele vieni di là con noi, dai" ed io "andate, andate, vi raggiungo dopo". Vengo,ci vediamo là. No, non mi va, non vengo.
Uomo del bar - Gli offri un dito e si pigliano tutto il braccio, questa é la vera verità. Noi italiani stavamo bene a pascolare le pecore. Poi abbiamo voluto fare un paese industriale, paese industriale. Noi italiani siamo fatti così, "rossi" "neri" alla fine tutti uguali.
Michele - Ma chi é che sta parlando? Chi é? Rossi e neri sono tutti uguali, ma che siamo in un film di Alberto Sordi?
Uomo del bar - Magari!
Michele - MA CHE SIAMO IN UN FILM DI ALBERTO SORDI? MA CHE SIAMO IN UN FILM DI ALBERTO SORDI? MA CHE SIAMO IN UN FILM DI ALBERTO SORDI? SI... BRAVO, BRAVO. TE LO MERITI ALBERTO SORDI CIAO. TE LO MERITI ALBERTO SORDI. TE LO MERITI ALBERTO SORDI.
Michele - Senti, me n'ero dimenticato: che lavoro fai?.
ECCE BOMBOOOOOO ECCE BOMBOOOOO



Commedia divertentissima e allo stesso tempo amara.
Un'intera famiglia composta da casi sociali che si muove con un pulmino della Volkswagen per far partecipare la piccola Olive al concorso di Little Miss Sunshine.
Ogni membro della famiglia ha delle nevrosi uniche ed assurde e son tenuti insieme da una madre ormai prossima ad una crisi di nervi.
Un padre convinto che il successo si raggiunga seguendo 9 punti,
uno zio studioso di joice e fresco di tentato suicidio, il nonno che pippa eroina in bagno, il figlio in voto di silenzio che parla solo scrivendo messaggi sul block notes e la figlioletta di 7 anni (bruttarella..ma bruttarella forte) che vede e rivede le puntate di miss america e si esercita in un numero per partecipar al concorso di miss california
Filo conduttore la mentalità vincente ... se arrivi secondo sei un perdente .
battute che mi han fatto ridere a lungo ma allo stesso tempo lascian una gran dose di amarezza.
ARRIVEDERCI AMORE, CIAO
Film davvero drammatico.
Una corsa senza fine e senza vie d'uscita da una vita che non si vuol più
Tradimenti e disperazione per ritornare a vivere e per ritornar liberi
e il ritornello della caselli entra nelle orecchie e si va avanti un dì a cantarlo
INSIEME A TE NON CI STO PIù - C. CASELLI
Insieme a te non ci stò più,
guardo le nuvole lassù...
cercavo in te-e-e-e
le tenerezze che non ho,
la conprensione che non so
trovare in questo mondo stupido.
Quella persona non sei più,
quella persona non sei tu....
finisce qua-a-a-a
Chi se ne va che male fa?
Io tarscino negli occhi
dei torrenti di acqua chiara
dove io berrò..
io cerco boschi per me
e vallate col sole
più caldo di te...
Insieme a te non ci stò più,
guardo le nuvole lassù...
e quando andrò-ò-ò...
devi sorridermi se puoi,
non sarà facile ma sai
si muore un po per poter vivere...
Arrivederci amore ciao,
le nubi sono già più in là...
finisce qua-a-a-a
Chi se ne va che male fa?
E quando andrò-ò-ò...
devi sorridermi se puoi,
non sarà facile ma sai
si muore un po per poter vivere...
Arrivederci amore ciao,
le nubi sono già più in là..
L'ARTE DEL SOGNO (La science des rêves)
Un film di Michel Gondry. Con Gael García Bernal, Charlotte Gainsbourg, Alain Chabat, Miou-Miou.
Geniale, splendido, immacolato
Più che un film è un misto fra un cartoon, un sogno ed un trip.
Personaggi surreali per una storia d'amore ancora più surreale.
E' per dirlo in una parola "un sogno".. un sogno che tutti vorremmo sognare
L'idea della macchina del tempo "1secondo passato e 1secondofuturo" è stupendaaaaaaaaaaa
Come le nuvole che si sorreggono con le giuste note fatte vibrar per l'aria.
Sconsigliato fortemente a chi non sa sognare e a chi non crede più che il cavallino di pezza possa galoppare libero

w l'anarchia del cellophane
Stupendo, davvero. 
esilaranti certe scene e certi dialoghi ai limiti della follia
i personaggi nn so se escono da un fumetto, dalla mente di un pazzo o chessoio... ma son fantastici
il collezzionista : un mito ...un MITOOOOO
il nonno : un tajoooooooo
il cane : da premio oscar come miglior attore nn protagonista
la donna che lava 3000 panni in una casa in un campo di girasoli .... semplicemente fantastica
inizia in modo divertentissimo, scorre veloce, rallenta un po nella
parte centrale, e poi finisce in una mezza valle di lacrime
bellooooo
unico neo... qello che mi ha procurato il mulo aveva molti dialoghi in russo e senza sottotitoli... all'inzio nn servivan, bastava l'espressione e la mimica degli attori.. ma nel finale ... beh un po avrei voluto capir cosa si diceva con il nipote

per il resto bello bello bello
alcune fotografie poi son da urlo
da vedere
Saturno contro - di Ferzan Ozpetek
Ero un po restio ad andar a vederlo, dopo la finestra difronte e cuore sacro....
ma avevo sempre in mente Le fate ignoranti
infatti
per i primi 10 minuti ero convinto che fosse la continuazione de Le fate ignoranti .
cercavo davvero di ricollegare tutto a quel film.
gli stessi attori.. lo stesso tipo di casa che accoglie tutti ...
( accorsi ormai pare tagliato per far film alla muccino...
cmq la sua parte (qella del lambascione) la fa bene
la Buy ormai recita solo qella parte ... della donna tradita ... muah
bene Favino nel dolore un po meno nella parte d'amante ... qando bacia.. nn vi è trasporto ... sembra troppo di maniera ... a parte i soliti commenti nel cinema dei bigotti che dicevan noooo qanno i 2 si baciavano
...ci vorrebbe la patente per entrar nelle sale... se devono commentar un bacio fra due uomini in qel modo che se ne stessero a casa)
brava Ambra davvero .. nn mi aspettavo una cosa del genere ... brava davvero
come bravo Argentero )
i protagonisti però sembran troppo borghesi, troppo un mondo ideale e chiuso rispetto alla realtà
il film sembra nn decollare mai... aspetti sempre che incalzi ma poi salta di storia in storia
bruttissima e a dir poco eccessiva la sponsorizzazione a postepay
eccessiva e troppo manieristica la ripresa ruotante intorno all'attore nei momenti topici (ormai è una prassi ... troppo usata... qasi te l'aspetti)
fin qi avrei dato dato un 5 .. solo per la bravura di certi attori
passiam alla trama
salta e verte intorno a varie tematiche
la morte , il tradimento, la perdita di una persona cara, gli steriotipi borghesi dell'omosessualità, la mancanza di tatto ... ma soprattutto l'Amicizia con la A bella maiuscola
un'amicizia particolarissima che diventa familiarità e scavalca il ruolo tipico della famiglia
una casa che è un punto di riferimento di diverse persone con diverse storie e diversi problemi
(sarà che vivo lontano dalla famiglia da qanno aveo 18 anni... sarà che son figlio unico... ma io in qell'amicizia, in qelle case cho vissuto ci vivo e soprattutto ci credo e mi aiuta a viver ed esser così
mi son immedesimato al 100% nella frase di argentero qanno vede il suo compagno e pensa :
Non voglio sorprese, ecco perchè lo porto dai miei amici, che magari diranno sempre le stesse cose e faranno sempre le stesse scene...ma son il mio mondo, voglio che tutto rimanga come adesso, con i nostri amici, per sempre....anche se per sempre non esiste
e come dice la mia amica
l'amicizia è amore e allora canta esperanza, canta remedios..............che dura sempre anche se Saturno è contro!
per il resto sembra che Ozpetek abai qasi paura di affondar la lama e mostrar la realtà ... qasi un almodovar timidissimo
voto : un 5 ma allo stesso tempo un 8 (ma solo per motivi personali)
ozpetek nn osa davvero andar oltre ad una rappresentazione borghese e molto chiusa e per giunta sfiora qasi il manierismo accademico, non incide..ma mi da una sferzata unica di buon umore rimettendomi sotto gli occhi la preziosità dell'amicizia e della granne famiglia in cui io personalemente vivo)