La mamma degli imbecilli è sempre in cinta....qesto poi l'ha partorito tempo fa....e per gioia del politicanti e pennivendoli di qesto paese...dobbiam tenercelo impunito nn si sa x qanto ancora.
E in settimana aveva "giustamente" affermato circa il caso Zoro...che vi eran ben altri più seri problemi nel mondo del calcio.
Tralasciando qalsiasi commento sulle sue doti calcistiche....sarei forse troppo di parte nel disprezzarlo....non posso certo fermarmi nel provar disgusto totale verso l'"uomo". La sua faccia piena di cattiveria...verso cosa? verso chi?? e nn è certo foga agonistica....le foto sono a fine partita...qando lui è già stato sostituito da un bel po...
Ma aimè il gesto di qes'imbecille frustrato depresso..nn si spiegherebbe diversamente l'odio che prova verso nn si sa chi... oltre a passare in secondo piano...tanto ormai i fasci siedono in parlamento e son pure ministri degli esteri.... vien accostato con lo sventolio e cori inneggianti l'Urss ....
DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI
XII
E' vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.
con la Legge n. 645 del 1952 (legge Scelba):
Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione.
Pubblicata nella Gazz. Uff. 23 giugno 1952, n. 143.
tra un po....fra le varie riforme costituzionali .... metteranno apologia di comunismo.
Ma la storia è più forte di qesto demente....e ............Cristiano...il grande Cristiano....
dopo aver visto vistoo il gesto dell'imbecille e commentato chiaramente cosa ne pensavaa il mondo intero (che testa di cazzo...diceva il suo labbiale così come qello di tutti i sani di mente)....ha potuto esultare....
x
l'ennesimo goal della sua carriera, nella sua amata città e soprattutto amata squadra...tanto amata al punto che...si è ridotto l'ingaggio per giocarvi.
A vedere la sua carriera calcistica pare qausi qella di un ultrà...di un malato del calcio.
Tifoso da sempre del Livorno, quando giocava col Torino è stato capace di farsi squalificare durante una partita contro il Lecce pur di andare allo stadio a vedere il fondamentale derby col Pisa la domenica dopo. E due anni fa, durante un Torino-Roma, seguì la decisiva sfida per la promozione in B degli amaranto affidandosi ai segni della moglie che stava in tribuna. Lucarelli è anche il centravanti-scandalo che sotto la maglia della nazionale under 21, il 27 marzo del 97, mise una t-shirt con la faccia di Che Guevara - il simbolo delle Brigate Autonome Livornesi - segnò un gol alla Moldavia e, festeggiando alla maniera di Ravanelli, la mostrò a tutti in diretta tv. «Non era un gesto politico», spiegò subito dopo. Certo che no: era un gesto da ultrà. All'epoca il presidente della Federcalcio, Luciano Nizzola, accettò per buona la spiegazione e dichiarò che se il simbolo degli ultrà livornesi fosse stato Papa Giovanni, sulla maglietta di Lucarelli ci sarebbe stato Papa Giovanni. Non convinse nessuno, per fortuna. Il centravanti ci scherzò sopra: «Se al posto di Che Guevara ci fosse stata Moana Pozzi sarebbe successa la stessa cosa». Comunque da quella sera la maglia azzurra praticamente non la vide più.
La storia più recente del bomber che ha riportato il Livorno in serie A è nota. All'inizio del campionato, con un po' di fatica, il presidente Spinelli riuscì a strappare al Torino il campioncino dalle molte promesse non sempre mantenute (anni fa, quando giocava con la nazionale olimpica e con l'under 21 si parlava di lui come di un alternativa a Vieri e Inzaghi). Pur di far concludere l'affare Lucarelli si dimezzò l'ingaggio e in questo modo riuscì dopo dieci anni di onesta carriera a giocare finalmente nel suo stadio. All'Armando Picchi ci aveva messo piede la prima volta a 18 mesi, sulle ginocchia di suo padre, che all'epoca faceva il portuale.
In carriera ha indossato le maglie di Perugia, Cosenza, Padova, Atalanta. Ha passato persino un anno sfortunato a Valencia. Poi è venuto il giallorosso del Lecce. Poi l'amaranto del Torino.
Infine, la favola bella del Livorno. Dopo la promozione in serie A ha detto: «ci sono calciatori che si regalano case, Ferrari e viaggi di lusso. Io ho preferito regalarmi il Livorno». 
Baldi e fieri venite o compagni,
l’inno sacro al trionfo s’intoni,
salga l’urlo dei nostri polmoni:
hip hurrà, hip hurrà, hip hurrà!
Campi e prati baciati dal sole,
Il bel mare increspato dai venti,
ecco i luoghi dei nostri cimenti,
i teatri del nostro valor.
Per l’Unione Sportiva Livorno,
pei suoi baldi, gloriosi, campioni, s’alzi l’urlo dei nostri polmoni:
hip hurrà, hip hurrà, hip hurrà!
L’amaranto è la nostra bandiera,
giovinezza la salda speranza,
nella forza la sola baldanza,
fine e premio soltanto l’onor.
Bel colore di nostra divisa,
non piegare un istante giammai,
ma tra gli altri superbo tu vai,
senza macchia, senz’ombra, o color.
